testo e regia Giuseppe Provinzano
dramaturg Gabriele Cappadona
con Noa Di Venti e Giuseppe Provinzano
assistente alla regia Diana Turdo
organizzazione Agnese Gugliara
sound & light designer Gabriele Gugliara
tecnico audio e luci Michele Ambrose
disegni Petra Trombini
concept scenografico Valentina Greco
comunicazione Silvia Maiuri // Roberto Giambrone
foto di scena Nayeli Salas
video Giuseppe Galante
illustrazione Federica Pace
un ringraziamento speciale a
Maziar Firouzi e Sergio Beercock
produzione
Teatro Biondo Palermo e Babel Crew
in collaborazione con
Spazio Franco
con il sostegno di
Teatro Garibaldi Aperto – Palermo
Teatro Valle Occupato – Roma
l’Asilo – Napoli
Spettacolo finalista al Premio Scenario
1,2,3… Crisi, secondo capitolo della Trilogia di una Crisi, riflette sull’impatto che la soffocante crisi dei nostri tempi ha nella nostra quotidianità, cercando di immaginare soluzioni e modelli creativi di sviluppo.
Lo spettacolo ragiona sull’importanza delle scelte di ogni giorno, anche quelle che possono sembrare più semplici, mostrando come possano essere determinanti e significative.
A tal fine, attiva un processo di confronto interattivo e performativo con gli spettatori: così come il singolo può incidere sui meccanismi socio-economici solo se insieme ad altri singoli, anche lo spettacolo è costruito per svelare questo meccanismo.
Pensato come un tout public rivolto a spettatori dai 9 ai 99 anni, 1,2,3… Crisi si sviluppa attraverso una drammaturgia modulare e reticolare che offre al pubblico la possibilità di scegliere per la protagonista: 3 scelte drammaturgiche, 22 possibili sviluppi e 12 finali differenti.
Gli spettatori sceglieranno per la protagonista, determinando gli sviluppi della storia, del suo carattere e del suo approccio agli eventi. Un modo per responsabilizzare il pubblico, trascinandolo in un gioco teatrale e drammaturgico coinvolgente, attorno a temi importanti e quotidiani: la crisi, l’economia, il rapporto personale con il denaro e le scelte di carattere etico, economico, politico, morale e culturale.
La variabilità della drammaturgia e l’attitudine scenica del lavoro rendono lo spettacolo adatto a ogni fascia d’età, ciascuna con il proprio differente rapporto con la ricchezza: i bambini, gli adolescenti, i ragazzi, gli adulti, i prudenti e i meno prudenti, chi pone il denaro al centro di ogni considerazione e chi, invece, mette al centro della propria esistenza altri valori.
Lo spettacolo si presta e si modella perfettamente a ogni tipo di pubblico. La scena diventa lo specchio della piccola/grande comunità presente in sala, mentre Alexis, la protagonista, ne diventa l’alter ego.
Al centro della narrazione c’è la crisi economica e personale di Alexis, una giovane ragazza alle prese con la gestione di un’attività commerciale in difficoltà, a causa di scelte poco ponderate compiute dalla generazione precedente, in modo diretto — il padre — e indiretto.
Alexis si confronta e si scontra con il Denaro in carne e ossa, uno Scrooge contemporaneo che, di volta in volta, assume i panni di tutti quei personaggi che ne rappresentano l’essenza.
Sarà il Denaro, che governa la vita e i sogni di Alexis, a rivolgersi al pubblico, sfondando la quarta parete e coinvolgendolo nella ricerca di possibili soluzioni alla crisi.
Il Denaro parlerà con il pubblico, libero di seguire canovacci performativi utili a chiarire aspetti, situazioni, pratiche e terminologie, decidendo inoltre lo strumento più democratico e funzionale per esprimere la propria preferenza.
“Perché io non sono cattivo: siete voi che lo diventate per possedermi.”