ElementZ

Drammaturgia di gruppo diretta da GIUSEPPE PROVINZANO
Musiche dal vivo SERGIO BEERCOCK
coreografie SIMONA ARGENTIERI

luci GABRIELE GUGLIARA
aiuto regia ROSSELLA GUARNERI
actor coach LUIGI MARIA RAUSA
organizzazione DIANA TURDO
foto NAYELI SALAS CISNEROS
video GIUSEPPE GALANTE

con NAOMI ADENIJI, HAMISSOU ALIDOU, IBRAHIM BA, PRIYANKA DATTA, BANDIOUGOU DIAWARA, ALEXSIA EDMAN, JULIA JEDLIKOWSKA, HAJAR LAHMAM, JEAN MATHIEU MARIE, JUNAKY MD ABDUR, BOB MURANA, ANDREA SAPIENZA, ALFRED SOBO BLAY, SHERIFF SONKO

e con la partecipazione di SONIA TAZEGHDANTI

ELEMENT-Z guarda ed esplora dal suo interno la Generazione Z o Post-Millennial: i nati dal 1995 al 2010, quando internet era già in ogni casa, che non hanno conosciuto un mondo “non connesso”. Cresciuti con il digitale, hanno imparato a conoscere il mondo e relazionarcisi col filtro dei social network, con una capacità smart molto più abile dalle generazioni precedenti con cui entrano in contatto. Una generazione che non vive differenziazione tra reale e virtuale, in quanto il digitale, per chi ha tra i 15 e i 26 anni, è integralmente, forse potremmo dire ontologicamente, parte del proprio mondo reale e quotidiano.

Una Nuova generazione che ha necessità, come tutte, di raccontarsi e rilanciare le proprie istanze, che non sono poi cosí diverse dalle “vecchie nuove generazioni” di ogni tempo. Senza essere invitati, hanno attraversato il nostro laboratorio creativo altri giovani personaggi millenari come Antigone, Ismene ed Emone, Eteocle e Polinice, Amleto, Ofelia, Rosenkrantz e Guildestern, Romeo, Giulietta e Mercuzio ecc ecc tutti coloro i quali hanno fatto del confronto generazionale archetipico riferimento.

“I giovani saranno sempre giovani … anche tra 1000 anni”

ELEMENT-Z è un’opera performativa corale che, con i linguaggi del teatro-danza e dell’improvvisazione musicale, vede i giovani performer della Compagnia Multiculturale del Progetto Amunì relazionarsi con il mondo circostante in continuo mutamento. E cosí, in continuo mutamento é anche la performance di questi “elementi” di cui gli stessi performer sono co-autori e responsabili della composizione scenica, sempre aperta e soggetta a variazioni. Di replica in replica.

Senza nessun orpello: solo i loro corpi, le loro voci e nient’altro, senza mai lasciare quell’oggetto scenico che diventa “protesi”: 14 smartphone il cui rapporto ossessivo si traduce in nuove e “diverse” relazioni con i propri coetanei, con una mancata prossimità fisiologica pur essendo tutti nello stesso spazio fisico.

Una Generazione Z che guarda al presente e al futuro facendo i conti con le proprie solitudini. Con il proprio innato solipsismo che distrugge nuove comunità a favore del singolo “utente”. Affrontando le proprie paure. Urlando le proprie rivalse. Dimostrando o perdendo Fiducia. Come sempre nei secoli ma oggi, con un click, un selfie o uno scroll.