Millions of souls passed through those corridors.
As no more voices heard.
No more sounds heard.
No more clear visions.
Just memory.
Qual è il nostro punto d’origine?
Quante stratificazioni ci attraversano per renderci consapevoli di dove ci troviamo qui e ora?
Quanti schemi si sono sedimentati nella memoria del nostro corpo e dello spazio che abitiamo?
MILLIONS OF SOULS esplora la nostra memoria: la memoria fisica e quella evolutiva dell’essere umano, la memoria dei luoghi vissuti e di quelli attraversati nel corso di innumerevoli metamorfosi.
MILLIONS OF SOULS attraversa spazi metaforici, luoghi di confine netto tra dentro e fuori, tra integrato ed escluso, tra conosciuto ed inatteso, tra accettato e respinto.
MILLIONS OF SOULS racconta di luoghi fisici storicamente lontani da noi ma che ci appartengono in quanto presenti tra di noi, tenta di percepire e restituire l’essenza di quei luoghi in cui ci si imbatte quotidianamente senza ricordare o sapere il valore che questi hanno nella memoria di altri essere umani.
MILLIONS OF SOULS si nutre della tradizione che i luoghi portano in sé e li fa convivere con il nostro linguaggio contemporaneo, veloce, con il nostro quotidiano che vive ben altre battaglie, che sedimenta in noi altre e nuove memorie.