La radiocronaca ironica di un conflitto tra una comunità e il potere costituito. Siamo negli anni Sessanta ma la storia italiana è già tutta lì, in quegli anni, stesse logiche, analoghi interessi, tragedie che segnano, ricostruzioni promesse e disattese. Sette sedie, un microfono e una voce bastano a raccontare i ricordi di una comunità unita, le loro lotte, i loro desideri. I personaggi evocati sono “presi in carico” dall’unico attore che, mantenendo una tensione e un concertato narrativo coerente e mai retorico, come un puzzle ricompone voci e vicende. Dall’occupazione della prima RadioLibera di Danilo Dolci, al terremoto del 68’ che devastò il Belìce in Sicilia.
Un microfono si fa radio e il racconto, un messaggio lanciato nell’etere.
Parola d’ordine: collaborare esattamente alla vita.