RuSuD
Esperimento performativo sensoriale
Drammaturgia
Giuseppe Provinzano
Movimenti scenici
Simona Argentieri
Musica dal vivo
Maurizio Filippo Maiorana
Colonna di suoni
Piero La Rocca
Coordinamento
Daniela Mangiacavallo
Una produzione
Babel \ Napoli Fringe Festival
In collaborazione con
Teatro Garibaldi Aperto e Baccanica
Anno di produzione
2013
RuSuD nasce dal confronto di nuove idee di ricerca, di nuove tematiche da affrontare, di nuovi tempi e nuove modalità di lavoro che si possano sganciare dal dogmatico teatro sensoriale.
Lo spettacolo pone l’attenzione sulla componente performativa e spaziale, attraverso l’uso di un linguaggio che si presti a stabilire nuove relazioni tra gli attori e gli spettatori, tra gli spettatori e altri spettatori.
Abbiamo sviluppato un differente modo di intendere e interpretare i dogmi del Teatro Sensoriale di stampo vargassiano, creando esperienze da far vivere secondo canoni che sfociano nella performance e affrontando ricerche che tocchino piani artistici, storici e antropologici, affondando però nelle nostre personali radici culturali e nelle nostre personali emozioni piuttosto che sui libri.
RuSuD parla della nostra terra e delle nostre vite non caricandole di senso prettamente antropologico, ma di “roba viva”: della nostra cultura contemporanea, dalle nostre radici alle ultime nuove foglie, che affonda nel nostro cuore che pulsa e nel nostro sangue che scorre.
Abbiamo pensato al nostro Sud italico senza stanziarci in un luogo in particolare, decidendo di godere di una stabilità nell’intenderci nomadi negli spazi e nei luoghi che le città del Sud ci propongono e ci propinano.
Il principio della nostra ricerca, quindi, è di tipo performativo-antropologico: individuando una radice universale dell’essere umano a cui si può accedere attraverso i sensi e attraverso la stimolazione fisica e mentale di un ricordo, ci riferiamo a questa universalità facendo leva su emozioni vere e tangibili che hanno sede nella memoria del corpo, individuando così nuovi e, di spettatore in spettatore, personali livelli di comunicazione.
RuSuD è un’esperienza di confine: non accade su palcoscenici tradizionali secondo le normali distanze tra attori e spettatori, non si sviluppa a partire da un testo prescritto e definito, ma cerca piuttosto spazi che attori e spettatori insieme possano “abitare” per il tempo destinato all’esperienza da vivere.
Gli spettatori-viaggiatori non saranno “condotti” in percorsi, ma vivranno la loro esperienza a stretto contatto con gli attori-abitanti, che in qualche modo si confonderanno con e tra loro e che insieme a loro viaggeranno, prestando la loro esperienza al fine di una personale esperienza del singolo.
RuSuD è un viaggio dell’immaginazione e dell’emozione, in una città che sembriamo conoscere, in luoghi che abbiamo già abitato, in una piazza che percorriamo tutte le mattine, in un mercato dove abbiamo già acquistato, davanti a un mare di cui conosciamo l’odore, attraverso vicoli e storie che percorriamo per la prima volta… o forse no.