Venere degli stracci
un corpo scartato tra i rifiuti
tessuti che non verranno mai smaltiti
kili di stoffe e materiale sintetico che l’ambiente non farà in tempo ad ingoiare
corpo tossico
abrasione delle mani
erosione della pelle
acido l’odore delle vernici
qual è la storia dei vestiti che indossiamo?
Una montagna di vestiti come una montagna di spazzatura da idolatrare a totem simbolico, un corpo tra quei vestiti come corpo spazzatura che suscita indignazione giusto il tempo di un notiziario.
Ispirato agli scandali nei settori del tessile e del calzaturiero che in Asia, Est Europa e nelle nostre regioni da nord a sud, coinvolgono milioni di lavoratori a cui sono negate dignità lavorativa e condizioni minime per la sicurezza.
Da una parte la “fast fashion” basata sul concetto dell’usa e getta e del ricambio veloce e continuo. Multinazionali della moda propongono settimanalmente capi all’ultimo grido a prezzi che stimolano la voglia nelle persone di acquistare continuamente capi nuovi e gettare, senza pensarci troppo, gli abiti “vecchi” indossati, forse, almeno una volta.
Dall’altra i big del “made in Italy” che, con la complicità di imprenditori senza scrupoli, delocalizzano selvaggiamente le fabbriche annientando milioni di vite e distruggendo l’economia italiana e quelle dei Paesi in cui, a costi indegni, si realizzano le loro produzioni.