1° capitolo della trilogia P3 – Coordinate popolari
Dall’opera di
Giuseppe Pitré
Di e con
Giuseppe Provinzano
Live digital painting
Petra Trombini
Una produzione
Babel
Con
Associazione Conservazione Tradizioni Popolari
Con il sostegno di
Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino
Festival di Morgana
Spazio Franco
’U Pappaiaddu ca cunta 3 cunti è il primo capitolo della trilogia P3 – Coordinate popolari, progetto sperimentale multidisciplinare ideato da Giuseppe Provinzano e Petra Trombini insieme agli artisti e professionisti di Babel.
Lo spettacolo nasce dal confronto con l’opera di Giuseppe Pitré e lavora su una delle sue fiabe più complete: un cunto rivolto ai più piccoli, ma capace di parlare anche agli adulti, pensato come spettacolo tout public per un pubblico trasversale.
La storia mette in scena due uomini — un politico un po’ traffichino e un uomo un po’ troppo semplice — che si incontrano in una nota piazza di Palermo. Mentre uno chiede aiuto all’altro, entrambi restano abbagliati dalla bellezza di una bedda picciotta affacciata a un balcone. Decidono così di conquistarla, dando vita a una sfida amorosa in cui si intrecciano uomini che si trasformano in animali, principi e principesse di tutta Europa, sortilegi, magarìe, passioni e pentimenti.
Il linguaggio dello spettacolo segue gli stilemi del cunto siciliano — Giuseppe Provinzano è stato allievo del maestro Mimmo Cuticchio — ma assume un carattere performativo grazie alle immagini animate realizzate dal vivo attraverso il live painting di Petra Trombini. Le immagini sgorgano dalla bocca del narratore, che non è un narratore qualunque, ma un personaggio di Pitré: Ferrazzano.
Ferrazzano, alter ego scaltro di Giufà, attraversa la trilogia come trait d’union tra i diversi capitoli. In questo primo lavoro conduce il pubblico tra i cunti dentro ai cunti, passando da una storia all’altra, come un tempo entravano e uscivano dal calesse di Pitré e come oggi prendono forma dalla mano e dalla tavola grafica del videomapping di Petra Trombini.
I cunti di Pitré sono un patrimonio nazionale: storie conosciute e sconosciute allo stesso tempo, che riaffiorano nella memoria familiare e collettiva. Favole per bambini, ma anche racconti che gli adulti possono ascoltare per ritrovare uno sguardo altro, capace di cogliere i significati nascosti tra le righe della tradizione popolare.